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Fallimento morale del progetto?

Il design oggi rischia di perder spessore.

La riduzione degli ingombri e la razionalizzazione in funzione dell’elettronica più squisita rischia di alleggerire quello spessore richiesto nel rapporto uomo-oggetto.

Carlo Mollino parlò di “fallimento morale del progetto” in critica ai cambi di gestione progettuale.
Oggi quindi potremmo associare questo fallimento riferendoci al tema dello spessore in rapporto alla forma e al fruitore.
E spesso questo spessore non ha a che fare con l’ingombro.

Un’ esempio di questa attuale attitudine restrittiva è ciò che un tempo si chiamava impianto Stereo.

Da monolite in radica contro le bombe della Guerra, a squisito robot di Guerre Stellari (…C1-P8 ?), vd. il fonografo RR 126  di Brionvega disegnato dall’alieno Achille Castiglioni nel 1964.
Un’interfaccia umanoide che sorrideva a Nam June Paik  ed accompagnava quotidianamente nell’ipersazio David Bowie.

L’interfaccia utente di un RR risponde a rotazioni e pressioni, spostamenti e combinazioni visive che difficilmente riusciamo a restituire attraverso un piatto e apatico schermo touch, in cui non esiste il rilievo.

Siamo quindi andati nello spazio ma,  forse, dovremmo tornare a viaggiarci sorridendo….
e non a caso l’RR aveva le ruote.

 

La foto dell’articolo è di F. Biganzoli.

 

C1-P8 – Droide di Guerre Stellari

 

 

 

Brionvega RR 126 – Appartenuto a David Bowie

 

 

 

Li Tai Po” – 1987 – Nam June Paik

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