Salvador Dali’ non credeva alla sua morte e d’altronde avendo dipinto la Persistenza della memoria già nel 1931 c’era da aspettarsi che sarebbe tornato.
La concezione del tempo e le riflessioni su di esso gli erano care, così come lo erano ad A. Einstein, che usò le stesse due ore richieste a Dalì per dipingere il quadro a definire la relatività del tempo stesso:


«Quando un uomo siede due ore in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa rovente per un minuto e gli sembrerà che siano passate due ore. Questa è la relatività»

A.Einstein

Al tempo di oggi quindi – molto relativo – impazza la comunicazione e tutti gli strumenti di connessione social in cui il tempo stesso pare sia eterno per molti sconosciuti e nullo per altri.

Tutti gli stessi strumenti (…TV, Cinema e radio) potenziati che Salvador Dali’ amava bene usare sfruttandoli al massimo per guadagnare il massimo.
Parole sue.


E allora sulla scia di cantanti-ologrammi e futuri Tour mondiali di star decedute ecco riapparire Dali’.

Il Dali’ Museum di St. Petersburg in Florida ha annunciato di riportare in vita il Maestro attraverso l’A.I.

Un’esperianza Avant-garde si potrebbe dire e forse, anche lo stesso Artista, si sarebbe diverito.

Peccato che la voce sia differente (non è compresa nel pacchetto…) e che questa “resurrezione” non possa produrre altri capolavori ma semplicemente alimentare un senso di irrequietezza che regna sovrano dietro ogni aspetto artificiale mascherato da una possibile intelligenza.

Per carità! Non fraintendiamoci.
L’effetto Wow è garantito, come sempre!