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Costume Gaming Internet

Half Life Alyx

Half life può sembrare solo una frase e non significare molto ma racchiude dentro di sè tutto quello che il mondo digitale, ludico e non solo, ha vissuto in questi anni ipertecnologici.

La pausa da Half Life 2 ( λ²) è durata 15 anni.
Da allora chiunque abbia giocato alle prime due versioni del gioco ha atteso.

In tutti questi anni ci sono stati continui tentativi da parte dei fan di smuovere la Valve (la casa produttrice di software per eccellenza in ambito del gioco) a produrre il famigerato HL3.
Il seguito più atteso della storia.

Ora la Valve ha annunciato ALYX: il prequel di HL2 solo per esperienze VR.
Ed è questa la chiave per portare i visori VR all’orecchio ( o meglio agli occhi) di un pubblico maturo e pronto a cimentarsi con questa tecnologia.

Una scelta molto forte che rivoluziona di fatto le abitudini
sfruttando il tema più ambito e rivoluzionario mai prodotto.
Una scelta di certo intelligente.

Il trailer rilasciato è decisamente illuminante  e l’interazione mostrata svela nuove possibilità e modalità di gioco.
Attraverso questa tecnologia è possibile sbirciare dai muri, spostare oggetti, prenderne al volo altri…

Cose mai raggiunte, meglio cose mai viste tutte insieme in un gioco la cui trama e il cui “cast” hanno sedimentato a lungo e così in profondo nei giocatori “antichi”.

Questa volta Valve stupisce per tecnologia e rivoluziona per approccio e sperimentazione.
Caratteristiche che non le mancano ma che erano difficili da reinventare.
Alyx fa tutto quello che è nelle sue facoltà attraverso dei guanti che sono poi l’estensione del giocatore.
Una sorta di concetto ribadito.

Il sistema Index prodotto da Valve supporta controlli e capacità uniche ( movimento delle singole dita ecc..) e con questo diviene il riferimento nel settore.

Tutto è ancora da verificare sul campo (o meglio in City 17) ma quello che abbiamo visto è di certo una rivoluzione.

 

Buona visione.

 

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Costume Design

A proposito di perfezione

L’immagine di apertura è la Copertina di Pyramid, Album di The Alan Parson Project.
Grafica ideata dallo studio Hipgnosis.


Nuove percezioni si svilupperanno in futuro grazie a nuove immagini e nuove fotografie. La realtà in cui viviamo sarà percepita attraverso la visione di innumerevoli, per non dire milioni di milioni,  di immagini riversate su schermi e nel cloud.


Queste “nuove” immagini porteranno con sè l’algoritmo e l’intellingenza artificiale.
Gli autori e i creativi ora hanno a disposizione strumenti di correzione automatica basati su AI in modo da correggere porzioni di immagini o fotografie secondo regole stabilite a priori.


In realtà nei nuovi strumenti di Photoshop il Content Aware Fill Tool potrà permetterci maggiore controllo selezionando personalmente cosa rimuovere e come rimpiazzarlo (custom mode…).

Ma è questo processo di perfezione che stravolgerà la percezione: l’incessante voglia di idilliache composizioni e visioni è in netto contrasto con la verità vera (o la realtà!).

In quanti riusciranno a mantenere l’equilibrio in questo distopismo?

Nell’arte e nel Design vi sono regole fatte di controregole e tutto è in equilibrio precario tra perfezione e imperfezione.
Non è forse il medesimo “layout” in cui l’essere umano è costretto a vivere: nel suo corpo che è macchina perfetta ma cosparsa di imperfezioni?

Serve molta ragione per comprendere queste sfumature e serve molta visione per interpretarlo a lungo raggio.

L’identità passa attraverso imperfezione e queste nuove abitudini spingono i più disattenti a perderla.

 

 

 

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Costume

Amazon: verso l’infinito ed oltre.

Nel 2018 Amazon avanza a 360° e questo si può leggere in due modi:

il primo è inevitabile
il secondo è incerto.

Inevitabile perchè permesso da tutti e autogiustificato dalla garanzia (ben insita nel logo stesso ..from A to Z) di reperire qualsiasi cosa e in un tempo record.
Quasi non vi fosse più l’attesa e quasi non si possa più fare a meno di un acquisto online.
Non si può non pensare che questa accelerazione è tutta contemporanea e se si pensa a 10 anni addietro non si può ricordarla.
Troppo veloce quindi e troppo alla leggera: è come se fossimo ipnotizzati da un bagliore costante e che questo ci guidi a ripetuti gesti automatizzati.

Incerto il grado di controllo acquisito da Amazon e dagli scenari prospettabili; tra comunità di clienti Prime e capacità dell’azienda di possedere il Governo.
Eh sì perchè la crescita è tutta a 360° e noi siamo elemento della stessa con garanzia di sostegno celata dietro al singolo che non crede di fare più la differenza e che il suo comportamento non può variare le regole.
Alexa è nelle case, insieme ad Echo, Echo Dot ed Echo Plus: una squadra di assistenti e controllori a cui si delegano funzioni ritenute obsolete (accendere la luce manualmente, o regolare un timer in cucina).
In questo modo abbiamo un servizio clienti e di marketing per commercio e convenienza celati dietro a una bella voce.

Inutile quindi ricordare lo scenario di connessioni attuate da Amazon, dall’infoteinment in automobile, ad Hotel, a bottoni (Amazon button…ma non si dovevano non pigiare più?!?) a negozi “Go” in cui si entra ed esce in libertà (3000 negozi previsti per il 2021..).
La stessa libertà del corriere di entrare in casa tua e lasciarti un pacco.

Insomma un grande teatro in cui la direzione artistica è dalla A alla Z, nulla è al caso, e se lo fosse non ci interessa accorgercene.