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Costume Design

A proposito di perfezione

L’immagine di apertura è la Copertina di Pyramid, Album di The Alan Parson Project.
Grafica ideata dallo studio Hipgnosis.


Nuove percezioni si svilupperanno in futuro grazie a nuove immagini e nuove fotografie. La realtà in cui viviamo sarà percepita attraverso la visione di innumerevoli, per non dire milioni di milioni,  di immagini riversate su schermi e nel cloud.


Queste “nuove” immagini porteranno con sè l’algoritmo e l’intellingenza artificiale.
Gli autori e i creativi ora hanno a disposizione strumenti di correzione automatica basati su AI in modo da correggere porzioni di immagini o fotografie secondo regole stabilite a priori.


In realtà nei nuovi strumenti di Photoshop il Content Aware Fill Tool potrà permetterci maggiore controllo selezionando personalmente cosa rimuovere e come rimpiazzarlo (custom mode…).

Ma è questo processo di perfezione che stravolgerà la percezione: l’incessante voglia di idilliache composizioni e visioni è in netto contrasto con la verità vera (o la realtà!).

In quanti riusciranno a mantenere l’equilibrio in questo distopismo?

Nell’arte e nel Design vi sono regole fatte di controregole e tutto è in equilibrio precario tra perfezione e imperfezione.
Non è forse il medesimo “layout” in cui l’essere umano è costretto a vivere: nel suo corpo che è macchina perfetta ma cosparsa di imperfezioni?

Serve molta ragione per comprendere queste sfumature e serve molta visione per interpretarlo a lungo raggio.

L’identità passa attraverso imperfezione e queste nuove abitudini spingono i più disattenti a perderla.

 

 

 

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Design

Adobe Max 2018. Nuova generazione di creatività.

Ctrl+Z,Ctrl+Z,Ctrl+Z,Ctrl+Z,Ctrl+Z,Ctrl+Z….. ora finalmente si torna indietro all’infinito con Photoshop! No, anzi, si va avanti!

Molte le novità presentate alla conferenza Adobe Max; qualcosa di eclatante (Voice Design in XD, Project Aero…) e qualcosa meno.
Infatti con l’avvento della Creative Cloud e dei costanti aggiornamenti è difficile poter stupire ogni volta.

Ma forse non ve n’è bisogno e già alcune cose (mai risolte..!) bastano per dare nuovo slancio creativo.
In Photoshop la possibilità di vedere in diretta gli effetti di trasparenza sembrerà come una rivoluzione assoluta.
Sono 19 anni che la aspettavamo!

Lo strumento Riempi in base al contenuto è rivoluzionato e potenziato: ora ha un suo pannello dedicato e si possono decidere molte cose utili.
La funzione di disegno simmetrico è stata “sbloccata” (era già disponibile ai più attenti).

Photoshop, XD e Premiere sono i principali protagonisti. E l’anno prossimo Photoshop farà breccia su Ipad in modalità completa e adattata.

XD è responsive, supporta i plugin (ne vedremo delle belle…) e prototipa con la voce.
Apre i file di Photoshop in modo preciso e ancora più fluido.
Si conferma come strumento indispensabile alla creazione di esperienze digitali.

InDesign porta a casa l’ottima funzione di responsive layout (cambio formato di documento e l’impaginato si adatta).

Alcune anteprime: Project Gemini (uscirà nel 2019) unisce disegno e pittura in un solo dispositivo, grafica vettoriale e raster nella medesima app.

Ultimo ma non da meno  Project Aero, uno strumento di authoring per realtà aumentata che dimostra nuove possibilità e prospettive per il futuro.

Ricordiamo che ora TypeKit è Adobe Font e non vi sono limiti di sincronizzazione di caratteri: 15.000 font a disposizione a tutti e direttamente nei programmi.

L’invito è quindi quello di rivedere la conferenza per conoscere i maggiori aggiornamenti ma il consiglio è quello di andare alle singole pagine dei software per scoprire i dettagli nella loro interezza.

https://max.adobe.com

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Design

Le lancette girano ancora

Interessante colpo di scena sul polso: LG propone un nuovo orologio ibrido tra lancette analogiche e cassa digitale, LG Watch W7.
Abbiamo già digerito (più o meno) la perdita del tempo e quindi la scomparsa dei classici orologi a favore di schermi tattili pronti all’urto, ma ecco che questa azienda colpisce per scelta e direzione.

Che sia la volta giusta? ( vd..https://www.occhioiperteso.it/2017/12/touch/ )

Forse qualcuno ancora ragiona e prova a produrre soluzioni che mostrano più senso e nuove possibilità.
La connessione tra mondo digitale e mondo reale è avvenuta da tempo ma le direttive e i risultati hanno portato a produrre dimenticando la forma e lo spessore.
Eppure ora compare questa proposta in cui le lancette possono dialogare con il fondo digitale e definire così una nuova relazione tra questi due mondi ormai distanti.

Era ora!

D’altronde i replicanti di Blade Runner non erano robot antropomorfi o scheletri d’acciaio bensì umani a (quasi) tutti gli effetti, capaci di sorprendere in quella veste di mezzo di superpotenza tra maggior forza, memoria e quant’altro abbinati però a corpi umani.

E’ già tanto tempo addietro ma almeno agli inizi il futuro era molto più ibrido.

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