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Design

Brionvega Soundbook: che fine ha fatto la maniglia?

Ci sono oggetti particolari, oggetti unici, rari, che affiorano da un futuro passato.

E’ il caso del Soundbook prodotto dalla BRIONVEGA nel lontano 1971 in largo anticipo sui “manipolatori di informazioni portatili”.
Il disegno avviene per mano di Marco Zanuso e Richard Sapper, consulenti di stile per l’azienda italiana più raffinata di sempre.
Una grande gamma di buone idee e funzioni racchiuse in un’unico corpo a dimostrazione di un design pratico all’uso.

Un sensuale guscio in abs sagomato sulla tecnologia, una maniglia a scomparsa per il trasporto e un’interfaccia di comando simile alla tastiera di un piano.

Ruote zigrinate salgono e scendono il volume e le stazioni radio accompagnate da un lettore di nastri magnetici pronto a registrare: un libro del suono che si apre al tuo comando e che conserva memorie di frequenze.

Con uno strumento così eri avanti all’epoca, ma lo sei ancora oggi.

Sì perché il disegno è più che attuale e il contenuto non smette di funzionare.

La grafica interna (graphic design) poi è perfetta in tre colori – giallo, rosso, bianco- su un fondo nero che non si sporca al tatto, di contrasto con l’esterno, nella versione in bianco e coerente nella versione blu notte.

Forma e sostanza hanno un senso e grande forza oltre che bellezza ed attrattiva immortale.

Nel 2018 siamo lontani da questi aspetti e in grande difficoltà a trovare un senso all’immateriale dilagante.

Già intorno agli anni ’90 Mario bellini (anch’esso designer per BRIONVEGA) asseriva:

L’elettronica ha eliminato tutte le possibilità attraverso cui si può capire come un’oggetto funziona ed esiste. Quella che una volta era l’apparente ragione di una forma specifica  per un’oggetto è oggi da considerarsi non più valida

Oggi, più che mai, sono richieste soluzioni innovative.

Ci è richiesto il disegno delle forme sulla base di contenuti invisibili e dal funzionamento misterioso.

Questo in ambito industriale e di prodotto.

Ancora più difficile quando il disegno deve razionalizzare contenuti “flat” presenti su smartphones e computer ultrapiatti.

Forse ci salverà la realtà aumentata e virtuale… purtroppo al prezzo di chiuderci peró gli occhi -in senso letterale- dentro gabbie indossabili nell’isolamento casalingo.

E in tutto ciò abbiamo perso la maniglia per il trasporto.

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Graphic Design

Fluent Design System

La tendenza è creare un linguaggio-design.
Molte compagnie come Google, Apple e Microsoft stanno cercando di convergere a solide ed unificate soluzioni di graphic design per i loro utenti.

La volontà è quella di integrare queste soluzioni all’interno di siti web e app.

Recentemente Microsoft ha svelato il suo “Fluent Design System” orientato ad integrarsi su tutte le piattaforme dell’azienda equipaggiate con windows 10 (già inteso come UWP (Piattaforma Windows Universale).

Le caratteristiche di questo Fluent Design System sono:

  • Luce
  • Profondità
  • Movimento
  • Materiali
  • Scalabilità

Ricordiamo che questi principi sono in evoluzione ed è possibile che alcuni possano cambiare o comunque esser implementati da altri.
Di seguito un video efficace a comprendere l’ambito di questo approccio.

 

[su_youtube url=”https://www.youtube.com/watch?v=vcBGj4R7Fo0&feature=youtu.be” width=”860″ height=”480″ responsive=”yes”]

 

Riguardo i concetti chiave alla base di questo linguaggio grafico possiamo ulteriormente chiarire che l’adozione di questi principi suggerisce :

 

ORIENTAMENTO
Luce
: aiuta l’orientamento utente durante la navigazione e la selezione, creando la giusta atmosfera.

CHIAREZZA
Profondità: utilizzo dell’asse Z per incrementare lo spazio 2D con conseguente maggiore chiarezza.

CONTINUITA’
Movimento
: attraverso transizioni ed animazioni naturali tra gli elementi per garantire continuità di operazioni ed appartenenze.

INTERESSE
Materiali
qui la volontà della texture suggerisce l’interesse a creare l’interazione utente.

COERENZA
Scalabilità
: per concentrarsi sulla coerenza del progetto e sull’interoperabilità fra tutti i devices, dal 2D al 3D.

 

Sembrerebbe che il Fluent Design System prosegua alcune tendenze e linee guida del Material Design di Google ma con espansione nello spazio, tra minimalismo e scheumorfismo.
Per ora non è dato sapere se questi principi guida potranno imporsi  ma l’approccio  di Microsoft ben promette e ben si adatta ad un’ambiente virtuale 3D di realtà aumentate ed esperienze video ludiche.

 

A questo indirizzo troverete ulteriori informazioni:
https://fluent.microsoft.com/

 

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Design

Dieci volte Dieter Rams

Dieter Rams è un designer tedesco conosciuto soprattutto come lo storico direttore del dipartimento di design della Braun, nasce a Wiesbaden in Germania il 20 maggio del 1932.

Per Rams un buon design:

 

  1. deve innovare dove per innovazione non si intende solo innovazione formale ma soprattutto innovazione tecnologica;
  2. deve rendere un prodotto utile, dove per utile si intende soprattutto funzionale;
  3. deve essere esteticamente attraente perché un oggetto possa essere utilizzato non solo per le sue qualità funzionali ma anche per la soddisfazione psicologica che ne può trarre l’utilizzatore;
  4. deve essere comprensibile, un buon design aiuta chi usa un prodotto a capire, in modo intuitivo, come funziona il prodotto;
  5. deve essere discreto, un oggetto deve essere esteticamente gradevole ma non deve essere un’opera d’arte e non deve avere funzioni decorative;
  6. deve essere onesto, cioè non deve promettere più di quello che può mantenere;
  7. deve durare nel tempo, i prodotti di buon design hanno poco a che fare con la moda, un prodotto che ha un buon design deve avere una forma che non deve essere mai percepita come antiquata anche dopo diversi anni;
  8. deve avere cura di ogni minimo dettaglio;
  9. deve essere ecologico, deve ridurre al minimo i processi che possono causare inquinamento;
  10. deve limitare all’essenziale il design, ossia si deve concentrare su ciò che può essere semplice, se un oggetto può essere più semplice di quello che è non c’è motivo per renderlo più complicato nelle funzionalità e nel disegno;

 

Il buon design è semplicità, proprio Rams è l’autore di quella frase “Less is more”(meno è meglio) che ormai è diventata una regola insegnata nelle scuole di design.

Ogni progetto deve quindi avere queste caratteristiche:

 

SEMPRE.

 

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